Visualizzazione post con etichetta Semiotica Interpretativa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Semiotica Interpretativa. Mostra tutti i post

venerdì 14 giugno 2013

Eco d'estate

Umberto Eco durante l'intervista
Tra un post e un esame, siamo giunti ormai a metà giugno. L'estate è alle porte e, visto il clima, ho pensato fosse il momento ideale per proporvi questa bella intervista - molto estiva - di Leonardo Romei a Umberto Eco. Il video, datato 16 luglio 2006, è tratto dal portale Semiotica Cultura Comunicazione e si intitola Semiotica: origini, definizione, sguardo sul presente. Buona visione!

martedì 12 febbraio 2013

Nike e la presentificazione dell'assenza

Date uno sguardo ai manifesti con i quali il Nike Store di Bologna promuove i propri saldi invernali (clic per ingrandire). Qualcosa mi dice che piacerebbero molto al mio prof di Semiotica Interpretativa :-p


Le tre affissioni, infatti, mettono in scena l'assenza, la rendono presente all'osservatore, la presentificano. Riconosciamo, nell'ordine, uno stadio, degli spalti e un campo di calcetto, tutti letteralmente deserti. In quest'ultimo perfino il portiere, di solito fedele al proprio ruolo di ultimo baluardo, si è dileguato, lasciando sguarnita la propria porta.

Personalmente l'effetto passionale che ne ricavo è di leggera inquietudine, ma ad attenuarlo ci pensa la presenza - per certi versi ingombrante - della marca che letteralmente "prende posto" in campo e sugli spalti. In questo modo essa non solo rivendica la propria centralità, ma ci dà un indizio su ciò che ha causato cotanta desolazione: non appena la notizia dei saldi Nike è giunta all'orecchio di giocatori, tifosi e sportivi in genere, questi hanno immediatamente lasciato i luoghi che sono soliti frequentare e in cui verosimilmente si trovavano (stadi, spalti, campi da calcio e calcetto) fiondandosi nei punti vendita Nike per approfittare delle offerte.

In definitiva, si tratta di immagini insolite, per certi versi stranianti e in quanto tali, in grado di attirare l'attenzione del fruitore. Allo stesso tempo, è proprio a partire da questa sensazione di vuoto che è possibile ipotizzare un corso di eventi ben preciso e coerente con gli obiettivi comunicativi della marca, a riprova del fatto che spesso in un testo ciò che manca è ancora più importante di quello che ci viene presentato.

giovedì 24 gennaio 2013

Eco_verdose

Foto di Umberto Eco
Ecco cosa si rischia a immergersi nell'immensa e straordinaria produzione intellettuale di Umberto Eco:

Ho appena terminato di leggere Kant e l'ornitorinco. Devo dire che ne sono rimasto deluso. Il testo mi sembra scarsamente organizzato, anzi, dirò di più, penso proprio che abbia una Struttura assente. Mentre lo leggevo avevo la sensazione che l'autore continuasse a Dire quasi la stessa cosa. E come lo diceva, poi. Non che mi appassioni La ricerca della lingua perfetta, però un po' di chiarezza e linearità non guasterebbero. Per venirne a capo ho dovuto procedere A passo di gambero e rileggerne molti passaggi. Non sto qui a dirti quante volte ho perso Il segno; dei tre capitoli che compongono il libro, non se ne salva nemmeno uno. So cosa stai pensando, che sono una capra e non sono in grado di comprendere un libro come questo. In tutta onestà non penso che la colpa sia mia, ma di come l'argomento è stato Trattato; di semiotica generale ne mastico parecchia e sinceramente mi interessa ben poco se pensi che mi stia arrampicando Sugli specchi. Resta il fatto che di Semiotica e filosofia del linguaggio ne so più di te.

N.B. Kant e l'ornitorinco non consta di tre capitoli, bensì di sei. La mia è una piccola "licenza poetica" :-p. 

martedì 2 ottobre 2012

Notte prima dell'esame (di Semiotica Interpretativa)

Claudio Paolucci - Strutturalismo e interpretazioneL'altra notte ho fatto un sogno strano. C'era una grande casa colonica immersa nel verde. Nel giardino antistante, Eco era intento ad intagliare sulla corteccia di un albero di Porfirio la scritta "Scruton Puzza". Ma Porfirio se ne accorse e dopo averlo sgridato lo mandò a letto senza cena. Mentre si avviava mestamente in camera sua, intravide in cucina Peirce che, affamato, fissava la credenza. Poco più in là, seduto a un tavolo, Greimas mangiava voracemente una zuppa al pesto, unico piatto decente del convitto. Del resto si sa, al di fuor del pesto non c'è salvezza!

Lo so che l'esperto di smorfia dovrei essere io...ma secondo voi che vuol dire?